La Cattedrale di San Lorenzo

In pieno centro storico di Trapani troverai l’imponente Cattedrale di San Lorenzo. Una delle chiese più importanti in questa città siciliana che ha fatto delle sue tantissime strutture religiose uno dei suoi maggiori punti di forza.

La Cattedrale di San Lorenzo, una storia lunga secoli

La sua edificazione fu voluta da Alfonso il Magnanimo ed avvenne sui resti di quello che era un istituto religioso preesistente. Si trattava della cosiddetta Cappella di San Giorgio, costruita nel 1102 per volere della comunità marinara genovese. Non è un caso, dunque, se l’intitolazione fosse stata proprio a San Giorgio, patrono della città di Genova. L’anno di costruzione della Cattedrale di San Lorenzo è, invece, il 1421 ma ciò che ammirerai oggi non è quanto si ammirava agli inizi. La struttura, infatti, è andata incontro, nei secoli, a diverse opere di rifacimento e di restauro che l’hanno portata ad avere l’aspetto odierno.

Duomo di San Giorgio

Le modifiche più importanti sono quelle che hanno riguardato la cupola della Cattedrale di San Lorenzo. Queste sono state fatte da un noto architetto del tempo che si era già occupato della nota Chiesa del Purgatorio.

Se, al giorno d’oggi, questo edificio è riconosciuto come Cattedrale di San Lorenzo, non era così agli inizi. Da semplice chiesa, infatti, si passò alla “promozione” a cattedrale nel 1844 quando la città siciliana venne scelta come sede vescovile.

Soffermandoti ad osservare l’imponente struttura dall’esterno, noterai che esso è sinonimo puro di tutti i dettami dell’arte barocca, molto in voga nel Quindicesimo secolo in Sicilia. Fa bella mostra di sé un portico di pregio dotato di tre archi ciascuno dei quali viene sorretto da quattro colonne finemente intagliate. Gli interni, invece, prevedono la presenza di tre navate. Come accadeva per buona parte delle chiese del periodo, la pianta è a croce latina. L’opera più importante che non puoi assolutamente perderti se deciderai di visitare la cattedrale dall’interno è il cosiddetto “Cristo Morto”. Si tratta di una statua la cui realizzazione è attribuita a Giacomo Tartaglia. La grandissima particolarità di quest’opera è quella di sembrare quasi vera per merito del colore del marmo con cui è realizzato (riproduce, in maniera perfetta, l’incarnato umano).

Cristo Morto

Sempre all’interno della cattedrale troverai due splendidi organi a canne. Il primo, quello principale, risale alla fine degli anni Sessanta ed è stato costruito dai Fratelli Ruffatti. Attualmente, la sua collocazione è sulla cantoria. L’organo secondario, invece, si trova nella variante sinistra del transetto. Altrettanto bello è, però, molto più recente essendo stato realizzato nel 2008 dai noti Fratelli Cimino.

La Cattedrale di San Lorenzo è stata meta di Papa Giovanni Paolo II che, nel 1993, durante una visita nella città di Trapani, vi si è soffermato. Memorabile per tutti i trapanesi il discorso che il pontefice tenne davanti a tutto l’ordine sacerdotale della città. Migliaia, in quell’occasione, i fedeli sopraggiunti da ogni parte della Sicilia.

Una meta imperdibile della tua visita a Trapani, specie considerato che da San Vito Lo Capo ti basterà un’oretta di automobile per raggiungerla.

Le mura di Tramontana

le mura di tramontana

Le mura di Tramontana rappresentano un luogo simbolo per la città di Trapani. Il nome deriva dal conosciuto vento freddo che, a volte, spira da queste parti. Un luogo dalla massima suggestione che, dunque, non devi assolutamente lasciarti scappare. Fare una bella passeggiata nella passeggiata a mare, lungo le mura di Tramontana, ti consentirà di ammirare uno dei paesaggi più suggestivi di tutta la Sicilia occidentale.

Le mura di Tramontana e la porta Botteghelle

Trapani, lo racconta la storia, è una città dalle origini antichissime. A difesa proprio della città sono sorte le cosiddette mura di Tramontana. Gli attacchi, difatti, erano molto frequenti ed era necessario provvedere ad un accurata protezione. Questo è lo scopo delle mura che risultano essere molto imponenti e solide. L’abitato era racchiuso in queste mura che lo cingevano e ne delimitavano l’intero perimetro. Undici erano le porte previste di cui la nota porta Botteghelle che consentiva l’accesso al piccolo cimitero che era stato costruito a pochissima distanza dalle mura.

porta delle botteghelle
Porta delle Botteghelle

La Porta Botteghelle si aprirà quasi improvvisamente davanti ai tuoi occhi e ti permetterà di avere accesso alla spiagga rocciosa e sabbiosa al tempo stesso da dove potrai ammirare un panorama bellissimo.

Durante la stagione invernale il luogo si riempie di Posidonie che si spiaggiano e ti regalano la bellezza di un panorama davvero selvaggio ; durante il periodo estivo, invece, è questa una delle mete preferite da turisti e trapanesi che ricercano un momento di relax contraddistinto da tranquillità e paesaggi unici.

Tornando alle mura, solo una parte di quelle che difendevano Trapani andarono sotto il nome di mura di Tramontana. Si tratta delle strutture collocate nella zona settentrionale della città, quella più esposta al vento di Tramontana.

La realizzazione risale al tredicesimo secolo in concomitanza con la dominazione spagnola sull’isola. Fu, infatti, il re Giacomo d’Aragona a volere la loro realizzazione mentre al loro rinforzo ed ampliamento pensò l’imperatore Carlo V.

Attualmente puoi goderti una bellissima passeggiata sul lungo mare della città proprio in corrispondenza di queste mura di cui rimangono solo alcuni ruderi. Si tratta di un breve tratto che parte dalla nota Piazza del Mercato del Pesce ed arriva sino al Bastione Conca. Il resto della struttura è stato distrutto subito dopo l’Unià d’Italia avvenuta, lo ricordiamo, nel marzo del 1861.

Nonostante la sua brevità, si tratta di un luogo molto suggestivo, praticamente unico. Ti offrirà, difatti, la possibilità di passare dal centro storico della città alla spiaggia scendendo una breve scalinata.

Ancora dubbioso sul visitare questo luogo incantato? Ti consigliamo di cogliere l’opportunità al volo e di approfittarne. San Vito Lo Capo, d’altra parte, non è così distante!

Antica Chiesa dei Templari

antica chiesa dei templari

Sei in pieno centro a Trapani e non sai da dove partire per le tue visite turistiche? Una buona alternativa è indubbiamente l’antica Chiesa dei Templari che ti consigliamo di vedere per l’incredibile fascino che riesce a trasmettere. Evocativa nel nome e nell’aspetto sarà uno degli edifici religiosi di Trapani che ti rimarranno più impressi nella mente e nel cuore. Una meta imperdibile durante il tuo soggiorno a San Vito Lo Capo. Vediamola un po’ più da vicino.

L’antica Chiesa dei Templari, l’ex Chiesa di Sant’Agostino

L’antica Chiesa dei Templari è oggi nota come ex Chiesa di Sant’Agostino. La sua collocazione, in pieno centro storico, in via Saturno, la rende una delle mete preferite da chi si accinge a visitare i mille luoghi sacri di questa bellissima città. La storia della chiesa affonda le sue origini lontane nei secoli. La sua costruzione, infatti, è iniziata durante la dominazione normanna sull’isola e risale esattamente al 1101. Si trattava, inizialmente, di una cappella dei Cavalieri templari (anche di modeste dimensioni) la cui dedica era per San Giovanni Battista.

In epoca aragonese, quindi dopo il 1300, la cappella divenne chiesa madre, venne ampliata con i dettami dello stile gotico e venne intitolata, da quel momento, a Sant’Agostino. Nel corso del 1500, poi, sotto la dominazione spagnola, la chiesa divenne chiesa del Senato cittadino.

A seguito dei bombardamenti a cui fu soggetta la chiesa durante la seconda guerra mondiale, non siamo in grado di vedere, oggi, la struttura come essa era un tempo nonostante siano state compiute, dal 1943 ai giorni nostri, diversi interventi di restauro e ristrutturazione.

Ma cosa puoi ammirare dell’antica Chiesa dei Templari? Esteriormente, di certo, la bella facciata dove spiccano il rosone in arte chiaramontana ed il portale in arte gotica. Gli interni, invece, prevedono una sola navata con un abside poligonale.

Antica Chiesa dei Templari, il Museo Diocesano di Trapani

Ad oggi, l’antica Chiesa dei Templari (oggi ex Chiesa di Sant’Agostino) è la sede minore del Museo Diocesano di Trapani (che si trova, invece, nell’adiacente Chiesa di San Nicola). Compito, questo, che le è stato “affidato” già da diversi anni, ovvero dal 2008 in attesa che i restauri della Chiesa di San Nicola fossero completati. L’inaugurazione è avvenuta nella primavera del 2009. Al suo interno si svolgono, periodicamente, diverse manifestazioni e mostre a tema religioso che richiamano, di volta in volta, migliaia di fedeli provenienti da tutta la Sicilia.

Gli orari in cui puoi accedere al museo sono differenti in base al periodo dell’anno in cui ti recherai a Trapani. In estate, infatti, potrai visitarlo dal lunedì al venerdì dalle 16:30 alle 19:30, il sabato dalle 9:30 alle 12:30 e la domenica dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

Per quanto riguarda il periodo invernale, invece, l’apertura del museo è prevista dalle 9:00 alle 13:00 dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 20:00 il sabato e, infine, dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19 la domenica.

Gli orari riferiti alla giornata di domenica vengono applicati anche durante i giorni festivi.

Per maggiori informazioni sul museo puoi visitare il sito ufficiale.

La Torre della Colombaia

la torre della colombaia trapani

Partendo dal famoso centro storico di Trapani e percorrendo, a piedi, la via Catulo Lutazio giungerai alla cosiddetta Torre della Colombaia anche nota come Torre Peliade. Un nome, la Colombaia, di certo particolare, e difficilmente dimenticabile, quello di questa imponente struttura, uno dei simboli più conosciuti e apprezzati della città siciliana.

La Torre della Colombaia nella storia di Sicilia

Conosciuta anche come Castello del Mare, questa torre è alta la bellezza di 32 metri ed è composta da un totale di quattro piani, l’uno sovrapposto all’altro. In particolare, il primo ripiano è costituito da una cisterna e non è un caso se l’accesso alla struttura, in origine, era collocato al piano superiore, ovvero al secondo. Come per la stessa città di Trapani, anche per la costruzione di questa fortezza medievale sembra esserci di mezzo la leggenda. Si narra, infatti, che siano stati gli stessi troiani, dopo aver conquistato Troia, a procedere con la sua realizzazione. Non è chiaro se possa effettivamente essere quello il periodo storico a cui far risalire la torre. Siamo certi, però, che l’intera struttura di base era già presente durante la dominazione dei cartaginesi. Ci sono diverse testimonianze storiche, infatti, in merito alla costruzione della vicina caserma militare durante la prima guerra punica.

Una delle date storicamente più importanti per la Torre della Colombaia è quella del 249 a.C.. In quell’anno, infatti, i cartaginesi combatterono con i romani proprio in quello specchio di mare. In quell’occasione vinsero questi ultimi sebbene, dopo poco, il dominio tornò nelle mani dei cartaginesi. Sotto la dominazione borbonica questa torre venne utilizzata come prigione (la prigione della Colombaia). Attualmente non è adibito ad alcun uso particolare dal momento che il penitenziario è stato trasferito.

La visita alla Torre della Colombaia

Non vi sono costi per visitare la struttura dal momento che il suo stato di conservazione, non proprio perfetto, non ci consente di visitarla dall’interno. Attualmente, recandoti alla Torre della Colombaia potrai ammirarne la torre ottagonale dotata di una banchina. Esiste una stradina che ne costeggia la fiancata destra e da cui ammirare un’antica lapide. Alla fine della stradina due vecchie cappelle, ormai inaccessibili, che, nel secolo scorso, venivano utilizzate come deposito di materiale bellico (il riferimento è al secondo conflitto mondiale). Esternamente potrai vedere come la struttura sia dotata di alcune finestre ed anche di un balcone che risulta, però, essere stato murato. La scala che vi si trova non è più praticabile dal momento che le sue condizioni pericolanti la rendono del tutto insicura al passaggio. La banchina e tutto ciò che concerne questa struttura importante è, però, in uno stato di semiabbandono. Nonostante sia possibile, come avrai compreso, visionarne gli esterni solo da lontano, vale certamente la pena soffermarsi ad ammirare quello che, al giorno d’oggi, è uno degli esempi più noti di architettura militare in tutta l’isola e che, forse, andrebbe valorizzato di più ridonandogli l’antico splendore. Un’opera di restauro è stata annunciata negli anni scorsi quando la Torre della Colombaia, prima appartenente allo Stato, è passata di proprietà alla Regione Siciliana.

La Torre della Colombaia non dista troppo da San Vito Lo Capo, dal momento che si trova a Trapani. Un’oretta in automobile ed arriverai e, te lo garantiamo, non te ne pentirai.

La Torre di Ligny

la torre di ligny trapani

Il monumento conosciuto come Torre di Ligny è uno dei simboli più importanti di Trapani. Questo è il motivo principe per cui non puoi esimerti dal visitarla. Puoi raggiungerla in maniera molto comoda anche a piedi. Partendo dal centro storico della città di Trapani, infatti, ti basterà percorrere la via Sirene per arrivare direttamente a questa famosa torre.

Torre di Ligny: posizione e destinazione a confronto

La sua posizione, già di per sé, la rende indubbiamente particolare. Si trova, infatti, nella punta di quella “falce” che contraddistingue il territorio su cui si adagia l’antica città siciliana. Una torre che si mantiene ancora molto bene nonostante si tratti, comunque, di una struttura risalente al Seicento, in particolare stiamo parlando del 1671. La base della torre è quadrangolare ed ha la particolarità di restringersi man mano che si avanza verso l’alto. La costruzione, in base a quanto si è tramandato nei secoli, sarebbe stata voluta da vicerè Claudio la Moraldo, principe di Ligne. Si tratta, quindi, di una struttura risalente al tempo in cui erano gli Spagnoli a dominare sull’intera Sicilia.

La destinazione d’uso di Torre di Ligny è cambiata con il tempo. Se, infatti, inizialmente era nata come una vera e propria fortezza, con il passare degli anni è stata adibita a faro. Data la sua posizione ottimale, infatti, era la struttura ideale per il controllo di tutte le imbarcazioni che passavano o si fermavano nel noto porto di Trapani. Proprio per questa sua posizione strategica, la Torre di Ligny è stata utilizzata, durante il secondo conflitto mondiale, come postazione antiaerea.

Attualmente la torre è visitabile dai turisti sebbene sia leggermente diversa nell’aspetto dalle origini. Fino alla seconda metà del diciannovesimo secolo, infatti, la parte sommitale era contraddistinta da alcuni cannoni eliminati dal 1861. Altro sinonimo del grande compito di protezione che veniva affidato alla struttura.

Pagando un biglietto d’ingresso di 1,55 euro, infatti, potrai visitarne l’interno che ospita il Museo della Preistoria. L’orario di apertura va dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30 durante tutto l’arco della settimana. Vi ammirerai alcune delle anfore romane più importanti ritrovate negli scavi di Trapani. Il reperto più importante è, però, un elmo ritrovato diversi anni fa nei fondali del trapanese. Una visita indubbiamente emozionante che ti catapulterà indietro nel tempo e ti farà assaporare la vera aria di una Trapani ormai quasi dimenticata, quella del passato più o meno recente che si mischia col presente dato che gli interni della torre sono stati recentemente restaurati in maniera totale e si mostrano ai visitatori in tutta la loro bellezza.

Una volta giunto alla torre, goditi l’incredibile panorama che la contraddistingue. L’atmosfera è indubbiamente più suggestiva al tramonto quando il rosso del cielo si mischia al blu cristallino del mare per creare emozioni uniche e indimenticabili. Nel tuo soggiorno a San Vito Lo Capo, con una visita alla città di Trapani, dunque, non perderti questo posto incantato ricco di storia.

L’Orologio astronomico e la Porta Oscura

l'orologio astronomico

Altra tappa che non puoi perderti se, da San Vito Lo Capo deciderai di visitare Trapani, è la cosiddetta Porta Oscura abbinata al noto Orologio astronomico è la porta più antica della città. In principio Trapani prevedeva quattro porte d’accesso che la racchiudevano in un quadrilatero protetto dalle relative mura. Oggi questa è l’unica porta ancora esistente. Delle altre tre, purtroppo, non vi sono più tracce visibili.

Nota anche come Torre dell’Orologio, è uno dei monumenti della città siciliana che è impossibile lasciarsi scappare. Puoi raggiungerla tranquillamente a piedi incamminandoti dal centro storico della città per la via Torrearsa. Nelle vicinanze dell’altrettanto famoso Palazzo Senatorio si innalza, orgogliosa, la torre che porta con sè uno degli orologi astronomici ancora funzionanti più antichi a livello europeo. Eppure, è bene saperlo, la Sicilia è ricca di questa tipologia di orologi. Ricordiamo, ad esempio, l’orologio astronomico che puoi trovare anche al Duomo di Messina, uno dei più apprezzati a livello mondiale per la sua particolare complessità e bellezza.

L’Orologio astronomico, l’orgoglio di Trapani

Tornando all’orologio astronomico che domina la facciata della Torre dell’Orologio, questo è stato realizzato nel Sedicesimo secolo. Risale, infatti, al lontano 1596. La sua struttura è molto particolare e vede la presenza di un quadrante del Sole e di un Lunario.

Come ogni orologio ha delle lancette che, però, in questo caso non segnano soltanto le ore (alle quali è adibita la lancetta con la punta a giglio) ma vanno ad indicare, invece, gli elementi astronomici che lo compongono come i segni zodiacali, i solstizi, gli equinozi, i punti cardinali e le stagioni. Interessante risulta essere anche l’osservazione del Lunario in cui vengono indicate le diverse fasi della Luna.

Vediamo, in particolare, cosa potrai notare in questo meraviglioso orologio astronomico.

Iniziamo osservando il quadrante del sole. Abbiamo già detto che la lancetta con la punta a giglio va a scandire quelle che sono le normali 24 ore che compongono un giorno. Accanto a questa, però, troverai anche la cosiddetta lancetta del sole che va a segnare il moto che il Sole compie attraverso le varie case dello Zodiaco. Il quadrante del Sole indica anche l’alternarsi delle stagioni ed in particolare:

  • l’Equinozio di primavera in Ariete;
  • l’Equinozio d’estate in Cancro;
  • l’Equinozio d’autunno in Bilancia;
  • l’Equinozio d’inverno in Capricorno.

Per quanto, invece, riguarda il quadrante della Luna, questo si contraddistingue per un movimento antiorario. Segna la durata delle fasi lunari ed in particolare i 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi. Le fasi lunari rappresentate sono, naturalmente, 8 ovvero la Luna nuova (o novilunio), la Luna crescente, il Primo quarto, la Gibbosa crescente, la Luna Piena (o fase di Plenilunio), la Gibbosa Calante, l’Ultimo quarto e la Luna Calante.

La Torre dell’Orologio è sempre visibile dall’esterno. Soffermati ad osservarne i particolari e siamo certi che non ne rimarrai deluso. D’altro canto capita davvero raramente di poter osservare un orologio astronomico di questa tipologia.

La Chiesa del Purgatorio

chiesa del purgatorio

Risale alla fine del quindicesimo secolo una delle chiese più note di Trapani. La sua edificazione, infatti, è datata 1688. Stiamo parlando della Chiesa del Purgatorio, altrimenti nota come Chiesa delle anime del Purgatorio, un edificio religioso che puoi raggiungere, partendo dal centro storico, a piedi, percorrendo la via San Francesco D’Assisi.

Quando giungerai sul posto potrai ammirarne gli esterni in cui si mischiano innumerevoli stili architettonici, testimonianza di tutte le dominazioni che si sono susseguite, anche in questo caso, sull’isola e, in particolare, nel territorio trapanese.

Visitare la Chiesa del Purgatorio di Trapani

La torre che oggi costituisce il campanile della Chiesa del Purgatorio era una struttura preesistente alla chiesa stessa. Si trattava, infatti, di una torre di origini arabe che veniva utilizzata, molto probabilmente, con scopi protettivi.

La facciata della Chiesa del Purgatorio, di natura barocca, è risalente, invece, al 1714. Fu il noto (all’epoca) Giovanni Biagio Amico a realizzarla scegliendo di animarla con la collocazione di 12 statue. Osservandole bene potrai notare che queste rappresentano Gesù Cristo circondato dai suoi apostoli.

Al giorno d’oggi non possiamo ammirare la facciata della Chiesa del Purgatorio nel suo splendore di un tempo. In occasione del secondo conflitto mondiale, infatti, la chiesa cadde vittima dei bombardamenti e la facciata risulta ancora danneggiata in alcune porzioni. La riapertura al culto, infatti, risale soltanto al 1962. Lo splendore di un tempo, dunque, non è più visibile.

Interessante la visita all’interno della Chiesa del Purgatorio. Dotata di tre navate di cui quella centrale è la principale, potrai ammirarvi, infatti, alcune opere di notevole importanza. Si tratta dei cosiddetti “Misteri” che vanno a riprodurre con incredibile fedeltà l’intera Passione di Cristo. In particolare questi sono:

  • La Licenza, affidato al gruppo degli orefici;
  • La Lavanda dei Piedi affidato al gruppo dei pescatori;
  • Gesù nell’orto dei Getsemani affidato al gruppo degli ortolani;
  • L’arresto è affidato al gruppo dei metallurgici;
  • La caduta al Cedron è affidato al gruppo dei naviganti;
  • Gesù dinnanzi ad Hannan è affidato al ceto dei fruttivendoli;
  • La negazione è affidato al ceto dei barbieri e dei parrucchieri;
  • Gesù dinanzi ad Erode è affidato ai pescivendoli;
  • La Flagellazione è affidata a muratori e scalpellini;
  • La Coronazione di Spine è affidata a fornai e mugnai;
  • Ecce Homo è affidato a calzolai e commercianti di scarpe;
  • La Sentenza è affidata ai macellai;
  • L’Ascesa al Calvario è tra i misteri più amati dai fedeli trapanesi per il suo intenso significato religioso;
  • La Spogliazione è affidata al ceto dei lavoratori tessili e del settore dell’abbigliamento;
  • La Sollevazione della Croce è affidata ai falegnami;
  • La Ferita al Costato è affidata al ceto di pittori ed imbianchini;
  • La deposizione è affidata al ceto dei sarti e dei tappezzieri;
  • Il Trasporto al Sepolcro è affidato ai salinari, ovvero i lavoratori delle saline di Trapani;
  • L’Urna è affidata ai pastai;
  • L’Addolorata è affidata al ceto di pasticceri, baristi, ristoratori, albergatori.

Non è un caso se queste 20 gruppi scultorei vengono portate in processione dai fedeli proprio in occasione del Venerdì Santo in quella che è una delle processioni più amate dai siciliani, la processione dei Misteri. Basti pensare che ha inizio alle ore 14:00 del Venerdì Santo e si conclude dopo circa 24 ore.

La Chiesa del Purgatorio è visitabile in maniera completamente gratuita, in tutti i giorni della settimana ma a determinati orari. In particolare, dal lunedì al sabato, dalle ore 07.45 alle ore 12.00 con la celebrazione eucaristica mattutina delle ore 07.50 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Per quanto, invece, riguarda la domenica l’apertura è prevista dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Una testimonianza storica, culturale e religiosa che non puoi assolutamente lasciarti scappare durante il tuo soggiorno a San Vito Lo Capo.

Bonagia e la sua Tonnara, un itinerario da 100 e lode

bonagia e la sua tonnara

Bonagia è tra le mete preferite dai turisti che decidono di trascorrere una vacanza a San Vito Lo Capo e dintorni. I panorami che ti offrirà questo posto incantato, infatti, sono di rara bellezza. Un mare cristallino, sempre limpido, con una spiaggia “ciottolosa” ti daranno il benvenuto in questo posto che, definire paradiso terrestre non è esagerato.

Bonagia si trova in una posizione magica, a metà tra Custonaci e la città di Trapani. Raggiungere questo piccola, ma suggestiva, terra di pescatori non è assolutamente complicato. Da San Vito Lo Capo, ad esempio, ci impiegherai al massimo una ventina di minuti in automobile.

La Tonnara di Bonagia

La Tonnara di Bonagia è una delle tonnare più importanti di Sicilia, meta di migliaia di turisti ogni anno. Al suo interno venivano, nei secoli scorsi, lavorati i tonni pescati nel Mediterraneo che, specie tra aprile e giugno era ricchissimo di questi pregiati pesci.

Attualmente la Tonnara di Bonagia non è più in attività. L’intera struttura è stata adibita ad albergo ma si tratta pur sempre di un luogo che puoi visitare. Fisionicamente, infatti, ha mantenuto tutte le sue caratteristiche originarie.

Potrai ammirare il cosiddetto “Baglio”, una sorta di cortile su cui si affaccia ogni fabbricato che faceva parte dell’antica tonnara. Stiamo parlando di diversi magazzini, delle cucine, del forno, di un mulino. Potrai anche ammirare quel che rimane della cosiddetta chiesa del Santissimo Crocifisso dove i marinai si riunivano per pregare poco prima della partenza per la mattanza.

Interessante risulterà anche visitare il Museo della Tonnara che è ospitato all’interno dell’antica torre di Bonagia. In tempi antichi questa aveva una funzione protettiva e di avvistamento. Non è un caso se proprio all’ingresso troverai un’incisione datata 1626. Questa è la data di ristrutturazione della torre che era stata, due anni prima, violentemente danneggiata dai pirati.

Attualmente, invece, vi potrai ammirare diversi reperti fotografici che ti racconteranno, in ogni fase, la pesca del tonno. Le cosiddette “cialome”, ovvero gli antichi canti del pescatore, accompagneranno la tua visita in cui non mancheranno anche attrezzi antichi del mestiere e utensili. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 e prevede il pagamento di un biglietto di ingresso pari a 3 euro.

Palazzo Bonagia e le splendide calette

Bonagia, però, non è solo la sua Tonnara. Benché, infatti, questa sia indubbiamente l’attrazione di maggior pregio del luogo, anche il Palazzo Bonagia è tra le mete preferite di molti turisti. Si tratta di un’imponente struttura, antica residenza dei baroni del posto, realizzata in stile rococò su più livelli.

Molta suggestiva la grande scalinata realizzata con il tipico marmo rosso di Castellammare del Golfo a cui si accompagnano diverse colonne, degli archi ed una meravigliosa balaustra.

La zona di Bonagia è ricchissima di calette di rara bellezza. In queste acque limpide sarà un vero piacere fare il bagno e godere di momenti di relax e tranquillità specie in estate (quando la spiaggia principale è un po’ troppo affollata). Un’occasione per trascorrere una bella giornata all’insegna del divertimento immergendoti in uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia occidentale.

Marsala, un museo all’aria aperta

marsala

Marsala, con i suoi 82.500 abitanti circa, è il comune più grande dell’intera provincia di Trapani. A livello turistico è un punto strategico della Sicilia occidentale dato che il suo porto viene utilizzato da chi desidera recarsi alle isole Egadi. Conosciuta in tutto il mondo per il suo vino, il cosiddetto Vino Marsala che di certo assaggerai, la città è anche ricca di attrazioni per il turista e di testimonianze storiche.

Marsala è storicamente importante. Sorge sulle rovine di un antico insediamento punico, Lilibeo, che pian piano, con continui scavi, sta venendo alla luce. E così, giungendovi ti sembrerà di passeggiare in un vero e proprio museo all’aperto il cui fascino è davvero indiscutibile.

Ma cosa ti riserverà questa splendida cittadina affacciata sul Mediterraneo? Scopriamolo insieme in un tour virtuale che potrai, al più presto, trasformare in realtà. Sei pronto a partire? Andiamo!

Marsala, un tour tra le meraviglie del posto

Visitare Marsala sarà un vero e proprio piacere. Difficilmente, inoltre, dimenticherai le bellezze che la contraddistinguono. Cominciamo il nostro tour dal monumento principale della città, la Chiesa Madre dedicata a San Tommaso di Canterbury. Risalente al periodo normanno, questo imponente edificio è stato ricostruito più volte durante il passare degli anni. Ed oggi, con la sua straordinaria facciata, rappresenta il fiore all’occhiello del centro storico di Marsala.

Muovendoti attraverso le viuzze della cittadina, e seguendo le indicazioni lungo il percorso, potrai ammirare un altro simbolo di Marsala. Stiamo parlando del Museo degli Arazzi, un totale di 8 arazzi di origine fiamminga con rappresentazioni importanti tra cui, ad esempio, la presa della città di Gerusalemme.

Passeggiando per la via XI Maggio, la via principale di Marsala, potrai ammirare quelli che sono i palazzi più belli del posto. Citiamo, in particolare, il Palazzo Senatorio che è, oggi, la sede del Comune. Un palazzo risalente al XV secolo che scandisce, grazie al suo orologio, la vita di questa ridente cittadina. Osservandolo con attenzione puoi ammirarne anche l’antica campana che un tempo veniva suonata per segnalare emergenze o pericoli.

Perdiamoci all’interno della cosiddetta Insula Romana, il Parco Archeologico di Marsala. Diverse statue e i resti (ben conservati) di un’antica villa romana ti lasceranno in estasi. E le sorprese non sono di certo finite qui. Presso il Museo Archeologico di Baglio Anselmi, sito sul lungomare, potrai ammirare una nave punica perfettamente conservata, risalente a 300 anni prima di Cristo e lunga quasi 40 metri.

Questo tour virtuale può tranquillamente terminare a Porta Garibaldi che, un tempo, rappresentava l’ingresso a Marsala. Particolarmente importante il nome dato a questa porta. Garibaldi, infatti, la oltrepassò, a seguito della Spedizione dei Mille, per entrare nella città.

Arrivare a Marsala

Giungere a Marsala non è affatto complicato. L’aeroporto più vicino è quello di Trapani da cui si può raggiungere la cittadina in pochi minuti di automobile. Anche il treno è un mezzo di trasporto che serve al meglio questa località dato che sulla linea Alcamo-Trapani puoi scegliere tra ben cinque fermate quella che più si adatta alle tue esigenze.

Ed una volta giunto sul posto preparati perché le emozioni sono proprio dietro l’angolo!

Monte Cofano, la Riserva Naturale dai 1000 volti

monte cofano

Incastonata nella striscia di terra che da Custonaci porta a San Vito Lo Capo, La Riserva Naturale del Monte Cofano è tra le zone più affascinanti della provincia di Trapani. Si tratta di un’area protetta il cui protagonista principale è proprio lui, Monte Cofano, che con i suoi 659 m di altitudine domina il promontorio.

Riverva del Monte Cofano, cosa fare e cosa vedere

Trovandoti a San Vito Lo Capo puoi accedere alla Riserva direttamente dall’entrata est (pagando un piccolo biglietto di ingresso) procedendo, passo dopo passo, all’interno di un panorama particolarmente emozionante, fino alla torre nota come Tonnara di Monte Cofano (Torre del Tono). Questa, insieme all’altra torre, Torre San Giovanni, rappresentava un sistema di protezione per l’area oggetto di violente razzie da parte dei pirati.

Torre Tono

Soffermarti ad ammirare la Torre di Tuono è il minimo che tu possa fare. Si tratta, infatti, di una rarità in Sicilia data la sua pianta a stella. Accanto alla torre un mare bellissimo, limpido e particolarmente tranquillo, in qualunque stagione dell’anno. Una bella differenza, se sei alla ricerca di tranquillità e relax, rispetto alle centinaia di turisti che affollano in estate la spiaggia di San Vito Lo Capo.

Torre di Tuono

Passeggiando per i sentieri del Monte Cofano ti sembrerà di essere in un luogo dove il tempo ha deciso di fermarsi. Se ami il trekking o le passeggiate in bicicletta potrai avventurarti per un sentiero che, partendo da Castelluzzo ti porterà a “circumnavigare” il monte arrivando, così, fino a Custonaci. Attenzione, però, tale sentiero potrebbe non essere percorribile in determinati momenti. Informarsi presso lAzienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana prima di partire è d’obbligo! Proprio lungo questo sentiero ti imbatterai nella Torre di San Giovanni che abbiamo poc’anzi citato. Se, poi, avrai davvero voglia di camminare più a lungo potrai avventurarti lungo il cosiddetto Sentiero Scaletta. Si tratta di un percorso molto ripido che, comunque, consigliamo di affrontare solo sotto la vigilanza di persone esperte del luogo.

Sentiero scaletta

A circa 250 metri di altitudine, se non ti troverai lì in piena estate (quando è quasi del tutto asciutto) troverai il cosiddetto Gorgo Cofano. Una sorta di grande pozzanghera rotonda che, quando piena, ospita diverse tipologie di crostacei. Interessante la presenza del Ranunculus baudotii.

Gorgo Cofano

La zona occidentale del Monte Cofano è per lo più contraddistinta da grotte che si sono dimostrate, negli anni, molto interessanti per i geologi di tutto il mondo. Nelle più antiche (nei pressi di Scurati) sono stati rinvenuti dei reperti risalenti alla preistoria. La più conosciuta tra le grotte in questione è quella denominata Grotta Mangiapane che prende il nome dal nucleo familiare che vi abitò fino al secolo scorso. Un vero e proprio piccolo borgo incastonato nella roccia dove vissero, nel tempo, circa 150 persone.

Passeggiando all’interno della Riserva del Monte Cofano potrai ammirare le diverse specie di volatili che la popolano. Tra queste il bellissimo falco pellefrino, insieme al colombo selvatico e al rondone. Anche la flora è molto variegata su Monte Cofano. A farla da padrone sono indubbiamente diverse specie di orchidee anche se vi troverai anche la palma nana, il fiordaliso e il tipico zafferanetto di Linares.